Vitivinicola Pierro

Azienda Vitivinicola Pierro 
1266  –  RIPULAE  –  2016

CHI SONO
Sono Paolo Pierro, un orgoglioso cittadino di Rivoli, alle porte di Torino, fin dalla nascita nonché il “vigneron” di questa affascinante città del Piemonte.
Nella mia vita coraggio e pazzia sono due facce della stessa medaglia infatti, dopo un primo percorso nell'istruzione e nell’industria meccanica, nel 2014 ho intrapreso un nuovo progetto di vita indirizzando le mie energie e le mie risorse verso l’agricoltura, più precisamente nella viticoltura. 
Ciò è culminato, nel 2016, con la creazione della mia attività: l’Azienda Vitivinicola Pierro. 
Questa transazione, da due mondi diametralmente opposti, si può più facilmente decifrare attraverso uno dei miei motti: “viticoltore per passione, produttore per professione”, perché solo la passione può darti il coraggio di dar seguito alla tua vocazione. 
La ragion di esistere del mio progetto data 1266, l’anno della più antica testimonianza scritta della produzione di Nebbiolo.
In uno rotolo di pergamena, conservato nell’archivio storico di Torino, riguardante i resoconti della Castellania di Rivoli era riportata la seguente frase: “De exitu vinearum de nibiol hoc anno (1266) ccc sexstari”, tradotto “La produzione di Nebbiolo dell’anno è di 125 Hl”
Questa frase riportata in questo documento, certifica una cosa: Rivoli è la prima culla italiana conosciuta del Nebbiolo.
Con orgoglio posso dire, dopo tanti sacrifici, che dal 2017 il Nebbiolo è ufficialmente tornato a casa sua, impiantando due nuove vigne sulla collina morenica.
Dopo appena 750 anni, ho riportato questa antica tradizione rivolese a nuova vita.

LE VIGNE E I NOSTRI VINI
Gli obbiettivi dei miei progetti mirano principalmente a Rivoli dove, oltre ad essere presenti i nuovi impianti di Nebbiolo, cioè vigna Raffaele e vigna Angiolina, nel 2020 nasce vigna Carmela, il primo impianto di Baratuciat il vitigno autoctono a bacca bianca della bassa Val Susa salvato dall’oblio pochi anni fa e di cui ne sono un fiero sostenitore essendo un socio fondatore dell’associazione che lo tutela.
La partenza della produzione rivolese però si deve al recupero di una piccola realtà, Vigna Renata, recuperata dall’abbandono in cui produciamo il MORENICO, il nostro vino rosso da aperitivo e il PUNTO ZERO, simbolo della difficoltà d’iniziare da zero.
Rivoli è l’epicentro del progetto, ma per necessità ed opportunità siamo presenti in altri due territori.
Il pinerolese, dove in Vigna Milva nel comune di Macello produciamo il MASEL, l’elegante 100 % barbera.
In montagna, a Borgone di Susa dove nella vecchia Vigna Ederina, l’ultima rimasta con la totalità dei pali in pietra e dove la viticoltura è quasi come quella dei nostri nonni, cioè tutta manuale, elaboriamo il SAN NICOLAO, un incredibile blend di Barbera e Nebbiolo.
Infine vinifichiamo dolcetto, il nostro BOCÉT, che trova sempre posto in tutti i banchetti.

PROGETTI FUTURI
Per me, l’unica agricoltura possibile è quella che nasce dall’alleanza tra l’uomo e la natura, quindi cerco di seguire le alleanze che i nostri avi hanno già fatto in queste terre con successo. 
Quindi come fatto con il Nebbiolo, grazie al documento scritto che ne attesta il primato e con il Bararuciat, originario tra l’asse Almese-Villarbasse porto anche avanti il recupero di una altra varietà di vite autoctona, la “Brunetta di Rivoli”. Adesso siamo ai primordi di questo progetto, ma potrebbe legittimamente seguire i successi del Baratuciat. 
La prima vendemmia del Nebbiolo di Rivoli è avvenuta nel 2019 e sta effettuando un invecchiamento in barrique, quindi siamo ancora lontani dallo scoprire il primo risultato del progetto più importante, ma forse già nel 2021 si potrà stappare la prima bottiglia di NIBIOL, ed è allora che si potrà scrivere nuovamente: 
Ripulae: De exitu vinearum de nibiol hoc anno (2019) xii sexstari

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